CHE COS’È L’ORTODONZIA| Estetica Dentale

L’ortodonzia è la specialità odontoiatrica che si dedica allo studio ed alla terapia delle anomalie di sviluppo e posizionamento della dentatura, delle ossa della faccia e della muscolatura annessa.

L’età ideale per una prima valutazione ortodontica è intorno ai 5-6 anni e talvolta anche prima.

Gli obiettivi sono:

  • allineamento corretto dei denti
  • salute dei denti e del loro apparato di sostegno
  • funzione masticatoria efficiente
  • buona estetica del viso
  • stabilità dei risultati ottenuti
  • individuare eventuali matrici funzionali non corrette:respirazione orale, deglutizione infantile, posizione bassa della lingua e le abitudini viziate (suzione del pollice o del labbro)

Esistono diversi tipi di trattamento che correggono la funzione:

  • trainer
  • apparecchi mobili funzionalizzanti
  • placche rimovibili
  • trattamenti fissi

Per alcuni pazienti con malocclusioni più importanti è necessario utilizzare un’apparecchiatura prima mobile e poi fissa, in questo caso l’apparecchio mobile diminuisce la gravità della malocclusione.

Ortodonzia mobile

Ortodonzia fissa

Ortodonzia trasparente

Apparecchio per la terapia ortodontica fissa 

È un sistema di attacchi (bracket), bande, tubi e fili metallici applicati direttamente sui denti. Il bracket tipicamente è posizionato sulla superficie esterna dei denti, verso le labbra e le guance. Alternativa agli attacchi metallici sono i bracket in ceramica o materiali polimerici, questi essendo bianchi o trasparenti si notano meno anche se posizionati sul lato esterno dei denti.

Apparecchio per la terapia ortodontica trasparente 

Negli ultimi anni è stata sviluppata una tecnica ortodontica che ha permesso di evitare l’applicazione di fili e attacchi sui denti. Questa si basa sull’utilizzo di una sequenza di mascherine rigide e trasparenti . Normalmente, una mascherina deve essere indossata per 14 giorni, dopodiché la spinta si esaurisce e si deve passare alla mascherina successiva. Il vantaggio di questa tecnica è che le mascherine si possono togliere per mangiare o per appuntamenti importanti. Lo svantaggio è che devono essere utilizzate regolarmente, senza lunghe interruzioni, pena l’allungamento dei tempi di trattamento o il mancato ottenimento dei risultati. Questi motivi rendono il trattamento più indicato nei pazienti adulti, generalmente più collaborativi e desiderosi di apparecchi meno evidenti. Nei bambini un apparecchio convenzionale, non rimovibile dal paziente, è molto spesso la scelta migliore.

FAQ / Domande frequenti sull’ortodonzia

A CHE ETA' E' CONSIGLIABILE UNA VISITA ORTODONTICA?

Una visita ortodontica specialistica è già consigliabile tra i 3 e i 6 anni di età. Tuttavia, il trattamento ortodontico con i classici apparecchi è generalmente effettuato intorno ai 9-12 anni, a seconda del sesso del paziente e della situazione della dentatura. Nella fase di dentizione decidua o mista è possibile intercettare una crescita eccessiva o lenta delle basi ossee, impostando un trattamento ortopedico funzionale finalizzato ad uno sviluppo più armonico. In questa fase gli interventi sulle arcate dentarie possono essere effettuati utilizzando apparecchiature sia mobili che fisse, tali interventi sono in grado di stimolare la crescita carente o ostacolare la crescita eccessiva delle basi osse. Questi trattamenti non escludono futuri interventi ortodontici ma permettono di ottenere una migliore funzione dell’apparato masticatorio e una migliore estetica facciale. Ulteriori trattamenti di spostamento dei denti mal posizionati, se necessari, saranno effettuati con apparecchi fissi più semplici e veloci e spesso con esiti più soddisfacenti.

SI SENTE DOLORE DURANTE I MOVIMENTI DENTARI?

La terapia ortodontica può provocare un po’ di dolore a causa delle forze e delle trazioni che vengono imposte ai denti attraverso i fili e gli attacchi. Dopo alcuni giorni il paziente si abitua, il dolore scompare e non si hanno limitazioni importanti. Il paziente non percepisce lo spostamento dentario poiché è lento, continuo e progressivo. Solitamente si avverte solo una sensazione di fastidio causata dalla presenza degli attacchi a contatto con le labbra e le guance. È necessario superare la fase iniziale in cui la presenza del nuovo apparecchio crea un po’ di disagio, a tal fine l’ortodontista consegna delle cere per coprire le parti che possono graffiare, o prescrive prodotti lenitivi appositamente formulati.

QUALI SONO LE PROBLEMATICHE PIU' FREQUENTI DI UN TRATTAMENTO ORTODONTICO?

Durante un trattamento ortodontico possono verificarsi alcuni piccoli problemi, spesso facilmente risolvibili. Fra questi possiamo elencare:

  • Distacco di bande e bracket. È la problematica più frequente, facilmente risolvibile dall’ortodontista.
  • Ulcere e piccole ferite in corrispondenza di attacchi e fili, possono comparire appena i dispositivi vengono applicati, si risolvono in pochi giorni. Per ulcere e ferite è utile applicare della cera ortodontica sulle parti sporgenti dell’apparecchio. Si può velocizzare la guarigione delle lesioni con gel e colluttori con formulazioni specifiche.
  • Infiammazione alle gengive. Con gli apparecchi, fissi e mobili, è più difficile rimuovere la placca, con un’igiene orale insufficiente e’ possibile che le gengive si infiammino facilmente.
  • Carie dentaria. Se il paziente non esegue corrette manovre di igiene orale quotidiana, è possibile che insorgano carie nel medio-lungo periodo.
  • Riassorbimenti radicolari. Anche se di rado è possibile che le forze ortodontiche con lo spostamento dei denti causino un lieve arrotondamento dell’apice radicolare. La lunghezza delle radici è tale da minimizzare comunque il significato clinico di tale “erosione”, che si considera pertanto accettabile.
COME AVVIENE LA PROGRAMMAZIONE DEL TRATTAMENTO ORTODONTICO?

Ogni caso necessita di una valutazione personalizzata. L’ortodontista compie inizialmente un’accurata visita del paziente aiutandosi con:

  • Radiografie.
  • Modelli in gesso delle arcate.
  • Fotografie dei pazienti.
  • tomografie computerizzate TC .

Se il paziente ha una crescita scheletrica regolare ed armonica l’attenzione sarà rivolta alla permuta dei denti e alla loro posizione lungo le arcate. Si pianificano gli eventuali interventi per guidare il percorso eruttivo e si valuta la necessità di una fase di allineamento e correzione dei rapporti per consolidare l’occlusione. Le malocclusioni che dipendono da una crescita disarmonica delle ossa del volto vanno trattate durante il periodo di maggior crescita, fra i 9 e i 13 anni, salvo alcune problematiche che come descritto in precedenza vanno approcciate ancora prima. In questa giovane età l’organismo vive il picco della crescita e interventi mirati con apparecchiature specifiche possono migliorare i rapporti scheletrici , riportando il bambino ad una tipologia di crescita più armonica.

QUANTO DURA UN TRATTAMENTO ORTODONTICO?

Non esiste una durata standard per un trattamento ortodontico. La durata dipende dalla situazione di partenza e dalla gravità delle malocclusioni. In media, con un trattamento ortodontico fisso, la durata varia dai 6 mesi per i casi più semplici ai 2 anni per quelli più complessi. A volte è necessario tuttavia alternare i trattamenti fissi con quelli mobili oppure utilizzare una sequenza di vari dispositivi fissi con diverse funzioni. In questi casi i tempi ovviamente si allungano. L’ortodontista, sulla base della visita e delle radiografie, sarà comunque in grado di comunicare al paziente una tempistica e una durata approssimativa degli interventi prima del loro inizio.

COSA SUCCEDE QUANDO FINISCE LA TERAPIA ORTODONTICA?

Terminata la fase attiva del trattamento, con la rimozione dell’apparecchiatura ortodontica, viene normalmente consegnato al paziente un dispositivo di contenzione, fisso o mobile . Questo ha lo scopo di stabilizzare i denti nella nuova posizione, dando tempo ai tessuti di sostegno del dente di adattarsi alla nuova situazione. La più frequente causa di fallimento dei trattamenti ortodontici è la recidiva, ossia uno spostamento indesiderato dei denti, magari anche a distanza di tempo dalla fine della terapia. La crescita ossea residua nei bambini, le abitudini viziate (onicofagia, deglutizione linguale, rosicchiare penne) l’eruzione dei denti del giudizio o semplicemente il fisiologico rimodellamento dell’osso entro cui sono inserite le radici dentarie possono causare alterazioni dell’allineamento dentario ottenuto con i nostri apparecchi. Fondamentale è, quindi, la “contenzione”. La durata di questa fase di “mantenimento” dipende dall’entità degli spostamenti effettuati, ma è frequente che piccoli dispositivi fissi, invisibili e per nulla fastidiosi, vengano lasciati in bocca al paziente in maniera permanente. L’ortodontista sceglie il tipo di contenzione a seconda del paziente e della terapia effettuata.

PERCHE' A VOLTE L'ORTODONTISTA DECIDE DI ELIMINARE DENTI SANI?

I denti erompono nelle arcate e si posizionano in funzione dello spazio che hanno a disposizione, tuttavia talvolta l’arcata non è sufficiente ad ospitare tutti i denti. Gli ultimi denti a comparire (canini, premolari e denti del giudizio) non riescono quindi ad allinearsi correttamente e si dispongono dove trovano minore resistenza all’eruzione. I canini superiori, ad esempio, possono erompere in alto vicino alle radici dei denti attigui, e sono così bloccati nella loro “discesa”. In questi casi, se si vogliono allineare i denti nelle arcate ripristinando una buona occlusione, l’ortodontista può consigliare l’estrazione di elementi dentari (solitamente denti del giudizio), per guadagnare dello spazio nell’ arcata. In casi più rari la mancanza di spazio in arcata è talmente grave che, per poter allineare, si rende necessario estrarre, oltre agli ottavi, anche altri elementi che molto spesso sono i primi premolari.

ESISTONO DEI LIMITI DI ETA' PER SOTTOPORSI AD UN TRATTAMENTO ORTODONTICO?

È idea comune che gli apparecchi ortodontici siano solo per bambini o per adolescenti. In realtà tutti i pazienti possono sottoporsi ad ortodonzia, poiché l’età adulta non rappresenta una controindicazione al trattamento. L’ortodonzia negli ultimi anni si sta specializzando sempre più nel trattamento dell’adulto, poiché la richiesta di tali trattamenti è diventata molto frequente. È importante peraltro che i tessuti parodontali (osso e gengive) siano sani, cioè che i denti siano ben fissati nell’osso e non vi siano segni di infiammazioni orali rilevanti. L’ortodonzia dell’adulto riveste anche un importante ruolo nel corso delle riabilitazioni protesiche e implantari. Talvolta, un posizionamento non ideale degli elementi dentari residui non consente una corretta riabilitazione implanto-protesica ed è pertanto necessario intervenire preventivamente correggendo questi difetti con l’ortodonzia, e solo successivamente realizzare le riabilitazioni protesiche.

QUALI SONO LE CONTROINDICAZIONI?

I trattamenti ortodontici sono terapie prevedibili e dai risultati predicibili. Tuttavia esistono alcune condizioni che ne impediscono l’esecuzione. Fra queste, le più importanti sono:

  • Scarsa igiene orale: se il paziente non si dimostra collaborativo, l’ortodontista può decidere di non iniziare il trattamento o, se già iniziato, di interromperlo prima del raggiungimento dei risultati. Questo perchè la scarsa igiene orale può causare l’insorgenza di carie e malattie gengivali che posono danneggiare irrimediabilmente il sorriso del paziente.
  • Parodontite e infiammazioni gengivali: alla luce di diversi studi scientifici è stato visto che la presenza della malattia parodontale anche con grave perdita di supporto parodontale non è una controindicazione assoluta per il trattamento, ma solo se l’infiammazione non è in atto. I pazienti parodontali con malattia non trattata non possono essere sottoposti a trattamento ortodontico, perchè l’infiammazione associata alla spinta dell’apparecchio causerebbe una drammatica distruzione dell’osso di supporto, con rischio di perdita dei denti.
  • Scarsa collaborazione del paziente nel caso in cui debbano essere usati elastici da posizionare a domicilio, ciò ovviamente quando l’azione degli elastici è indispensabile per ottenere i movimenti dentali altrimenti non ottenibili.
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